Gestire i Dati Aperti nella PA: cosa ho imparato (di nuovo) da Piersoft
Tre giorni immersivi all'Università del Salento su Open Data, formati liberi e l'arte di trasformare stringhe in narrazioni visive tangibili.
Nei giorni 20, 27 e 28 marzo ho avuto il piacere di partecipare al corso intensivo "Gestire i dati aperti nelle PA", organizzato da CETMA DIHSME (European Digital Innovation Hub) presso il Datalab – Edificio "La Stecca" della Facoltà di Ingegneria all’Università del Salento.
L'evento è stato coordinato dalla Prof.ssa Antonella Longo e ha visto l'impeccabile supporto d'aula della tutor Dott.ssa Francesca Zampino. Ma più delle aule e dei supporti tecnici, è stata l'occasione per incontrare numerosi professionisti che già lavorano all'interno della Pubblica Amministrazione. Tra chi era fisicamente presente e chi seguiva tramite i webinar, c'era una tangibile volontà di aggiornarsi su un tema sempre più cruciale.
Il corso è stato tenuto da Francesco "Piersoft" Paolicelli. Ho incrociato il suo percorso per la prima volta nel 2015: lui collaborava come esperto esterno, mentre io curavo il design e lo sviluppo frontend per il progetto Salentowebtv. Proprio in quel periodo, Piersoft stava lavorando duramente sull'apertura del portale OpenData per il Comune di Lecce. Formatosi sul campo, oggi è consulente OpenGov, divulgatore instancabile e due volte speaker in eventi TEDx. Vanta nel curriculum la guida diretta come Open Data Manager per comuni interi, tra cui Matera e la totalità di quelli pugliesi che possiedono un portale indipendente.
Per chi progetta architetture web solide, affrontare la genesi e la messa a disposizione dei dati aperti è puro ossigeno. Se partiamo dal PDF o dal file docx o xsl, lo stiamo facendo male. Ecco i temi principali affrontati durante questi tre giorni di lezione.
Le 5 Stelle di Tim Berners-Lee (No, il PDF non è Open Data)
Ogni professionista che parla di Open Data dovrebbe farsi tatuare il modello a 5 stelle elaborato da Tim Berners-Lee. Abbiamo passato le prime ore a sradicare la barriera tecnologica per eccellenza: la pigrizia umana e l'uso meccanico di formati chiusi.
- Una Stella (Web): Pubblichi qualcosa con licenza aperta. È un'immagine o un maledetto PDF. Un software non sa che farsene se prima non passa per un OCR. Inutile a livelli informatici superiori.
- Due Stelle (Machine Readable): Un Excel proprietario. Meglio, il computer lo legge ma sei vincolato a formati chiusi.
- Tre Stelle (Formato Aperto): Qui si inizia a respirare. Una tabella in CSV (Comma-Separated Values). Può essere digerita e masticata da qualsiasi riga di codice esistente al mondo.
- Quattro Stelle (RDF e URI): Utilizzi URI per dare ai dati una carta d'identità, affinché gli elementi siano identificabili in maniera inequivocabile sulla rete.
- Cinque Stelle (Linked Data): I tuoi dati aperti, identificabili univocamente, linkano ai dati di altre organizzazioni. È la rete totale.
Normativa, CAD e le metriche di Data.europa.eu
L'Italia non sta ferma in tema di digitalizzazione. Con il CAD (Codice Amministrazione Digitale) e in rispetto della Direttiva Europea 1024/2019, la diffusione dei dati da parte delle Amministrazioni è un obbligo preciso. C'è stata persino una visibile impennata del numero di dataset caricati a seguito del DL di dicembre 2021.
Ma la qualità è un altro paio di maniche. Piersoft ha mostrato che "neutralità tecnologica" significa compilare dataset che siano effettivamente sfruttabili. Alcuni errori comuni da parte degli operatori possono essere unire delle celle della tabella oppure inserire valori non numerici in colonne che dovrebbero essere solo compilate con valori numerici (un esempio è l'inserimento di n.d. oppure il classico trattino per indicare dati mancanti).
Abbiamo preso in esame l'esempio virtuoso del GAL Terra dei Messapi. Il dataset sugli "Esercizi Ristorazione nel Comune di Mesagne" vanta una qualità eccezionale (5/5) secondo i severi parametri di data.europa.eu. Esso inoltre segue i principi FAIR: Findable, Accessible, Interoperable, Reusable.

Spiegare il dato: oltre i numeri grezzi
"La matrice è un'entità astratta rappresentabile come una tabella, ma non tutto può essere costretto a forza dentro una tabella monodimensionale."
È qui che entra in gioco l'empatia descrittiva. Avere montagne di file JSON o CSV è inutile se la pubblica amministrazione non riesce a raccontarne i dettagli a un cittadino. Nel corso dell'ultima lezione, Piersoft ha simulato manipolazioni su open data reali.
Dal censimento della Popolazione Scolastica di Lecce usando semplici import via URL in Google Sheets con pivot personalizzate, al clamoroso sbilanciamento quantitativo (case vacanze vs hotel) visibile nelle Strutture Ricettive di Matera visualizzato tramite istogrammi, abbiamo capito come il possesso dei dati si trasformi in padronanza del territorio.
Mostrare visivamente i dati può demolire o supportare le strumentalizzazioni della cattiva politica o delle fake news. Se hai il file grezzo, hai l'arma finale della verità, a patto di saper creare architetture strategiche per comunicarla.
Piersoft ci ha mostrato tool come Infogram, mappe interattive costruite con Datawrapper e sperimentato i framework a corredo del data-storytelling come i progetti nati dal Knight Lab (es. Juxtapose per le immagini prima/dopo). Tutto bellissimo, ma richiede, di base, mani che sappiano smanettare e non abbiano paura delle API.

Pubblicazione e procedure (CKAN)
Pubblicare un Open Data vuol dire farlo bene. Processarlo in un wizard (ovvero un form multi-pagina) su piattaforme fatte apposta come CKAN costringe i redattori a categorizzare e documentare meticolosamente i dati: dai formati, alla frequenza di aggiornamento, alla licenza di utilizzo.
Se dichiari che un file verrà aggiornato trimestralmente, e poi per due anni rimane marcito nei server della PA, non hai fatto Open Data. Hai fatto la solita procedura "all'italiana" per coprire le scartoffie imposte dalle normative in scadenza.
Oggi mi porto a casa non solo l'ennesima conferma delle capacità di Piersoft, ma anche nuovi strumenti, nozioni e un approccio sempre più orientato al rigore nella gestione delle strutture logiche digitali che porterò poi nei miei progetti Drupal, Astro o Grav. Perché in fondo, l'estetica web non è altro che il frontend accattivante di un robusto ecosistema di dati ben configurati.
Link e Risorse
Per completezza, ecco gli appunti con tutti i link ai tool e referenze visti o menzionati in questi tre giorni intensi:
- Il profilo GitHub di Piersoft
- Il sito ufficiale di Francesco Paolicelli
- Il Portale Nazionale dati.gov.it
- Data Europa (MQA – Metadata Quality Assessment)
- Infogram
- StoryMap e altri strumenti del Knight Lab (Northwestern University)
- Datawrapper (per mappe coropletiche e istogrammi perfetti)
- uMap (OpenStreetMap Framework)
- CSV-to-RDF di Piersoft
- CKAN OpenData Assistant di Piersoft
- OpenCoesione.gov.it e ANNCSU
- Libro consigliato: Ti spiego il dato di Donata Columbro.
- Formatori/Community: Le pagine curate da OpenData Formazione
- European Digital Innovation Hub: CETMA DIHSME LinkedIn
- Profili LinkedIn della Prof.ssa Antonella Longo e Dott.ssa Francesca Zampino