Nessuno parla della psicologia del lavoro creativo perché è scomodo. Non vende corsi, non fa crescere il following, non si presta a citazioni motivazionali su Instagram.
Eppure è quella parte del mestiere che fa la differenza tra chi tiene duro e chi molla. Il giudizio esterno, la paura di pubblicare, l'ansia da performance, il confronto continuo con gli altri creativi — sono problemi reali che incidono sulla qualità del lavoro e sulla salute mentale. Li affronto in modo diretto, senza formule e senza pretendere di avere tutte le risposte.